La chiesa

Le cappelle absidali

cappella di sant’antonio
Delle cappelle che affiancano la maggiore, quella destra, dedicata in origine alla Beata Vergine (e a sant’Antonio dal 1730), era, sin dal 1507, juspatronato dei Giustinian e dei Morosini (Greco, 1982-1983), quella sinistra (oggi del Sacramento) era sede della Scuola dei Sabbionai, il cui patrono era sant’Andrea.

Attualmente vi si trovano due altari, probabilmente provenienti dalla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, dei quali sarebbe auspicabile l’addossamento alla parete di fondo, per ragioni storiche e di culto. Sulla mensa dell’altare della cappella del Sacramento è collocato il bel Crocefisso ligneo di Leonardo Tedesco, un tempo al centro della demolita iconostasi tardoquattrocentesca. Non vi sono notizie documentarie in merito alla decorazione originale delle cappelle, ma le antiche guide segnalano in esse, pur con diverse attribuzioni, due trittici: quello di Bartolomeo Vivarini (Venezia 1432 circa - 1491) raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Andrea (oggi sulla parete della navata destra a sinistra della porta laterale) e quello di Francesco Bissolo (Treviso ? 1470/72 - Venezia 1554) con Sant’Andrea tra i santi Martino e Girolamo (anch’esso attualmente sulla parete della navata destra, a destra della porta laterale).

sant’andrea tra i santi martino e girolamo
Se per quest’ultimo (corredato dalla predella con il Martirio di sant’Andrea, San Martino a cavallo e San Girolamo nell’eremo), opera tipica del pittore entro il secondo decennio del Cinquecento (Carboni, 1986-1987), non sussiste alcun dubbio riguardo all’originaria collocazione nella cappella dei Sabbionai (ragionevolmente come pala d’altare), più difficile da determinare è la prima ubicazione del trittico vivariniano. In considerazione dell’antica intitolazione alla Vergine della cappella absidale destra, dov’è citato dalle fonti settecentesche, si può ipotizzare che in origine fosse collocato sull’altare di questa (anche se analoga dedicazione aveva la cappella Navagero, cui lo riferisce nel 1581 Francesco Sansovino).

Il trittico, firmato e datato 1478, attesta il carattere conservatore dell’arte di Bartolomeo Vivarini in un momento in cui la pittura devozionale veneziana risente delle suggestioni innovative di Antonello da Messina e Giovanni Bellini. Alla pala unificata il pittore, preferisce ancora la struttura tradizionale del polittico - l’opera era infatti completata da una cimasa con la Pietà, della quale dà notizia il Ridolfi (1648) -, in cui le figure, caratterizzate da un marcato grafismo e dai colori smaltati, rimangono astrattamente isolate contro il fondo oro.

Non hanno invece alcuna relazione con il Vivarini le quattro tavolette con coppie di Sante, prossime all’arte di Jacobello Del Fiore (Venezia, notizie dal 1394 circa -1439), già arbitrariamente collocate nel nostro secolo quali predella del trittico e oggi sulla parete tra le due cappelle della navata sinistra.